omaggio a Caterina Bueno        

 

Giovanna Daffini

 

CON TE (dedicata a Giovanna Daffini)

Giovanna Daffini nasce il 22 aprile 1914 a Villa Saviola di Motteggiana (Mn)

Chiudo gli occhi e fuori dal mio tempo,
ti vedo e mi ritrovo lý, davanti a tanta gente
e canti e canto con te,
con la tua chitarra portata sulla destra,
la mia sulla sinistra.
Come uno specchio la tua immagine prende forma,
ti sento dentro me,
ma sarÓ vero che ho capito il tuo mondo?
ma sarÓ vero, ho sentito il tuo fiato!
Qui si parla sempre di te,
la tua presenza Ŕ memoria, Ŕ ancora vita,
Ŕ ancora canto!.
Ma che meraviglia, che passione, che bellezza!
e sempre sento che....

Quando io canto, penso soltanto ad una donna che tempo fa,
con la chitarra e col violino cantava storie di povertÓ:
dentro le piazze, nelle osterie portavi sogni e realtÓ,
e ci cantavi "Donna Lombarda" per tutti noi che siamo qua.

O donna donna, nostra compagna hai preso fiato, sei qui a cantar!
faremo cose dell'altro mondo, faremo vivere la libertÓ.

O donna donna, donna Giovanna ,con te vicino si riproverÓ
a scuoter dentro i sentimenti, la sŔtumana si cambierÓ:
nelle risaie, nelle officine si sente ancora a sopelÓ,
son le operaie i contadini che chiedon solo la dignitÓ!


E allora..........


Forza che Ŕ giunta l'ora, siam partigian del canto,
per conquistar la vita, per liberarci dentro:
scendiamo gi¨ dai palchi corriamo contro il tempo
per conquistar la pace che sia per tutto il mondo!

Apro gli occhi, l'incanto Ŕ ormai svanito,
tendo le mani, cerco ancora te!
Giovanna se n'Ŕ andata portando via il violino,
ma la chitarra l'ha lasciata a me!
Giovanna se n'Ŕ andata portando via il violino,
ma la chitarra l'ha lasciata a me!.

Ascolta il brano
Con te (dedicata a Giovanna Daffini)

BOCCA AL LEON

Va lÓ Gentil, va sensa caval, lu 'l sirca la spusa, ma per maridÓ,
l'Ŕ da tri dý che 'l gira ogne cÓ, al pica a la porta ma ghe gnent de fÓ.
" U anelý d'or a chi mi dirÓ, se in questo paese qualcuno vorrÓ,
conceder sorrisi, donarmi la man, al gi¨ri de b¨n l'Ŕ la veritÓ".
Cammina cammina, con passo normal, davanti a una strada si ferma a guardar;
"di destra o di manca, quale sarÓ, la strada pi¨ giusta, la devo trovar"
e mentre che pensa una bestia gli appar, con occhi feroci l'Ŕ lý per mirar:
"O bestia cattiva, cosa fai qua", lui prende la spada la vuole masÓr.
Ma pria di levare la sua forte man, la bestia la parla,""Ti voglio aiutar;
se scegli la destra vai in bocca al leon, se prendi a sinistra non avrai amor""
""Di vento e foreste, di buio e di sol, dovrai traversare ma sensa tim˛r,
fa in modo che il lume che ora ti do, ti porti conforto, ti porti l'amor;
son 7 fatiche che dovrai provar, e 30 i giorni che devi contar,
se cerchi l'amore, non farlo aspettar, il fiore pi¨ bello tu dovrai cercar""

"O lume, bel lume che schiari il cammin, che hai preso il posto dell'astro divin,
son troppi i sentieri, il mio passo non va, son stanco ma tanto, voglio riposar"
Si lascia cadere pensando all'amor, tra foglie e sudore non c'Ŕ distinzion;
un soffio leggero, lo assale dal cuor, un dolce profumo di terra e di fior.
"Son dormo o son desto, qui sento cantar, son cori di voci, un forte segnal;
m'inebria, mi prende, mi fa rotolar, in bocca al leone, io sono rivÓ.
La luce del lume mi apre il cammin, Ŕ certo il segnale dell'astro divin;
il campo di fiori e lý il mio destin, il fiore pi¨ bello mi sbarra il cammin.
Lo colgo con cura, non si romperÓ; lo guardo felice, lo sento vibrar;
una voce gentile si mette a parlar, "Son 12 mesi che mi trovo qua!
Son stata rapita da un orco crudel, che mi ha tramutata in stelo legger;
ma per farmi donna mi dovrai portar, il mese pi¨ bello per risbocciar!"

"O lume bel lume che m'hai scompagnÓ, per strade, sentieri, per valli e per pian;
ma quale stagione a lei piacerÓ, come far˛ per vederla sbocciar?"
""Le 4 stagioni le hai viste passar, e altre tante son pronte a 'rivar;
ricordati quale promessa tu hai fÓ, Ŕ quello l'arcano, non ti puoi sbagliar"".
Va la gentil, va sensa caval, l¨ 'l' sirca la sp¨sa ma per maridÓ,
"Andr˛ dal vento ma per domandar, l'aria pi¨ fina per farla svegliar,
sole gran sole la riscalderÓ, bocca al leone si trasformerÓ!"
Con gesto veloce da gran cavalier, infila sul fiore il suo anelý bell,
e quel momento incantato e fatal, si Ŕ trasformato in donna real.
"Donna gentile, donna d'amor, or che hai sul dito il mio pegno d'amor,
nessuno al mondo ci separerÓ, sei tu la stagione che ho voluto inventar!".

Chi cerca l'amore lo potrÓ trovar, se forza e coraggio saprÓ affrontar!
ci vuole sempre caparbietÓ, questa Ŕ la fiaba, che hai potuto ascoltar!!


Testo e musica di Sandra Boninelli
Fisarmonica di Giuliano Piazza
Aprile 2014

Ascolta il brano
"Bocca al leon", fiaba dedicata a Giovanna Daffini









 

 

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